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Reati dichiarativi fraudolenti: ammissibilità e convenienza del ravvedimento operoso

06 12 2017

A seguito della rimodulazione operata dalla Legge n. 190/2014, l’ambito di applicazione del ravvedimento operoso è stato sensibilmente esteso, tanto da poter essere esercitato in un lasso di tempo notevolmente più ampio rispetto al passato, e finanche in presenza di attività di controllo o di formale constatazione di violazioni a carico del contribuente. Gli effetti del ravvedimento e - in generale - dell’adempimento degli obblighi tributari sono stati, poi, ulteriormente valorizzati dalla riforma del sistema delle sanzioni penali tributarie, di cui al D.Lgs. n. 158/2015, che, all’estinzione integrale del debito tributario, ha fatto corrispondere un generale abbattimento sanzionatorio, senza alcuna distinzione circa la tipologia di reato contestato. Nonostante la portata di tali innovazioni normative, che a prima vista lascerebbero desumere un generale favor del legislatore nei confronti del ravvedimento operoso, permangono tuttora dubbi in merito alla possibilità e, soprattutto, alla convenienza per il contribuente di avvalersi di tale istituto ogniqualvolta la violazione commessa sia astrattamente riconducibile a condotte fraudolente.

 

Articolo di Eleonora Briolini, Dottore Commercialista, Partner BDO Tax & Law e Giovanni Gerardi, Avvocato, BDO Tax & Law, pubblicato su Corriere Tributario 46/2017