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DOGANE

 

INDICE

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L’ACCORDO

Dal 1° gennaio 2021 il Regno Unito (GB) non è più parte del territorio doganale dell’UE.

L’UE e il Regno Unito hanno sottoscritto un accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione[1] che si applica in via provvisoria dal 1.1.2021.

Le merci in ingresso ed in uscita sono soggette ad operazioni doganali sulla base delle rispettive tariffe doganali con l’applicazione di eventuali dazi doganali salvo che le stesse non siano di origine preferenziale di una delle due parti.

Dal 1° gennaio 2021 il Protocollo su Irlanda/Irlanda del Nord (parte integrante dell’accordo sul recesso UK), prevede che la normativa doganale unionale continuerà ad applicarsi in Irlanda del Nord, pur essendo la stessa parte del territorio doganale del Regno Unito.   Le cessioni e gli acquisti per e dall’Irlanda del Nord sono considerate operazioni intracomunitarie per cui non si rende necessaria l’effettuazione di operazioni di esportazione o di importazione.

Le operazioni di transito con le restanti parti del Regno Unito (quindi Inghilterra, Galles e Scozia) devono essere svolte con le modalità proprie previste nell’ambito della Convenzione transito comune.

 

NORMATIVA E PRASSI DI RIFERIMENTO

 

Collegamenti utili


 

ALCUNI DEI PRINCIPI APPLICABILI

Divieto di applicazione di dazi doganali sulle merci originarie delle due Parti.

Divieto di applicare dazi alle merci all’esportazione verso l’altra Parte

Divieto di applicare diritti e oneri all’importazione o all’esportazione che rappresentino una protezione indiretta delle merci di produzione interna, né oneri calcolati ad valorem

Divieto di formalità consolari

 

RIPARAZIONI (goods.8)

Le merci importate per riparazioni o reimportate a seguito di riparazioni non sono assoggettate a dazi

 

ORIGINE PREFERENZIALE (orig.3)

Sono considerati originari:

  1. i prodotti interamente ottenuti in una parte
  2. i prodotti fabbricati in una parte esclusivamente a partire da materiali originari di tale parte; e
  3. i prodotti fabbricati in una parte incorporando materiali non originari, purché soddisfino le prescrizioni di cui all'allegato ORIG-2 [Regole di origine specifiche per prodotto] dell’accordo.

Quando un prodotto ha acquisto il carattere originario, non hanno rilevanza i materiali non originari utilizzati nella sua produzione.

Occorre tener presente che le merci prodotte nell'UE con l’impiego di merci originarie del Regno Unito che siano (queste ultime) indispensabili per ottenere l’origine preferenziale per l’accordo UE / UK, non potranno, tuttavia, essere considerate originarie dell'UE per l'acquisizione dell'origine preferenziale in altri diversi accordi di libero scambio.  È necessario, quindi, rivalutare le catene di approvvigionamento.

 

CUMULO DELL’ORIGINE (orig. 4)

Purché la produzione vada al di là di quella insufficiente:

  • un prodotto originario di una parte è considerato originario dell'altra parte se è utilizzato come materiale nella produzione di un altro prodotto in tale altra parte
  • la produzione effettata in una parte con materiale non originario può essere presa in considerazione per conferire l’origine preferenziale ad un prodotto nell’altra.

 

TOLLERANZE (orig.6)

Sono previste tolleranze massime:

  • del 15% in peso per i prodotti dei capitoli 2 e da 4 a 24;
  • del 10% del prezzo franco fabbrica per gli altri prodotti diversi dai capitoli da 50 a 63
  • come stabilite nell’allegato orig.1 dell’accordo, per i prodotti dei capitoli da 50 a 63

 

ACCESSORI, PEZZI DI RICAMBIO E UTENSILI  [APU] (orig.11)

Gli APU, le istruzioni o altro materiale informativo si considerano un unico prodotto con l'attrezzatura, la macchina, l'apparecchio o il veicolo se:

a.     sono classificati e consegnati con il prodotto, e fatturati unitamente al prodotto; e

b.     se sono usuali per tale prodotto

Gli [APU] sono presi in considerazione per determinare l'origine del prodotto solo qualora questo sia soggetto ad una prescrizione relativa al valore massimo dei materiali non originari.

 

ASSORTIMENTI (orig.12)

Gli assortimenti sono considerati originari di una parte se tutti i loro componenti sono originari.

Un assortimento, se è composto di componenti originari e non originari, è nel suo insieme considerato originario di una parte se il valore dei componenti non originari non supera il 15 % del prezzo franco fabbrica dell'assortimento.

 

SEPARAZIONE CONTABILE (orig.14)

È richiesta la conservazione fisica separata dei materiali fungibili o dei "prodotti fungibili" originari e non originari.

Se viene utilizzato un metodo di separazione contabile, i materiali fungibili originari e non originari possono essere utilizzati nella produzione di un prodotto anche se non conservati fisicamente separati.

I prodotti fungibili originari e non originari, classificati nei capitoli 10, 15, 27, 28, 29, nelle voci da 32.01 a 32.07 o nelle voci da 39.01 a 39.14 del sistema armonizzato, possono essere conservati anche non fisicamente separati in una parte prima dell'esportazione nell'altra parte, purché sia utilizzato un metodo di separazione contabile.

Il metodo di separazione contabile deve garantire che, in qualsiasi momento, i materiali o i prodotti considerati originari non siano in quantità superiore a quella che risulterebbe se i materiali o i prodotti fossero stati fisicamente separati e va applicato conformemente a un metodo di gestione delle scorte basato sui principi contabili generalmente accettati.

L'utilizzo di un metodo di separazione contabile può essere soggetto all'autorizzazione preventiva delle autorità doganali che monitorano l'utilizzo di tali autorizzazioni e possono ritirare un'autorizzazione qualora il titolare faccia un uso scorretto del metodo di separazione contabile o non soddisfi qualsiasi altra condizione prevista.

 

NON MODIFICAZIONE (orig.16)

Prima della dichiarazione per l'immissione in consumo un prodotto originario non deve essere alterato, trasformato in alcun modo né sottoposto ad operazioni diverse da quelle destinate a mantenerlo in buone condizioni o ad aggiungere o apporre marchi, etichette, sigilli o qualsiasi altra documentazione atta ad assicurare la conformità alle specifiche prescrizioni interne della parte importatrice.

Sono ammessi il magazzinaggio o l'esposizione di un prodotto in un paese terzo, purché il prodotto rimanga sotto sorveglianza doganale.

È ammesso il frazionamento delle partite in un paese terzo, purché esso sia effettuato dall'esportatore o sotto la responsabilità dell'esportatore e purché le partite rimangano sotto sorveglianza doganale in tale paese terzo.

 

RICHIESTA DI TRATTAMENTO TARIFFARIO PREFERENZIALE (TTP) (orig. 18)

La responsabilità della richiesta di TTP è in capo all’importatore; si può esercitare con:

  1. un'attestazione di origine rilasciata dall'esportatore in cui il prodotto è dichiarato originario; o
  2. la conoscenza del carattere originario del prodotto da parte dell'importatore – in tal caso la conoscenza è basata su informazioni che dimostrano che il prodotto è originario e conforme alle prescrizioni[2] . (orig.21)

Per spedizioni scaglionate, prodotti smontati o non montati che rientrano nelle sezioni da XV a XXI del sistema armonizzato, su richiesta dell'importatore può essere utilizzata un'unica attestazione di origine conformemente alle prescrizioni stabilite dall'autorità doganale della parte importatrice. (orig.19)

Per ottenere la non applicazione del dazio alle importazioni di merce con origine Regno unito l'esportatore dovrà indicare un numero identificativo previsto dalle regole UK che secondo le attuali indicazioni sarà un codice EORI.

Nella casella 44 della dichiarazione di importazione andrà indicato uno dei seguenti codici documento:

  • U116 per attestazioni di origine riferite a singole spedizioni
  • U117 per la conoscenza dell'importatore
  • U118 per attestazioni di origine riferite a spedizioni multiple

Nello spazio dedicato al numero di riferimento dell'esportatore, l'esportatore UK indicherà il suo codice EORI, qualunque sia il valore della spedizione.

 

TERMINE PER LA RICHIESTA DI TRATTAMENTO TARIFFARIO PREFERENZIALE (orig.18)

Se la richiesta di TTP non è stata fatta all’importazione è possibile richiederla successivamente se:

  1. è presentata entro tre anni dalla data di importazione o entro un periodo di tempo più lungo precisato nelle disposizioni legislative e regolamentari della parte importatrice;
  2. l'importatore fornisce la base della richiesta e
  3. il prodotto sarebbe stato considerato originario e avrebbe soddisfatto tutte le altre prescrizioni applicabili al momento dell’importazione.

 

ATTESTAZIONE DELL’ORIGINE PREFERENZIALE (orig.19)

L'esportatore è responsabile della correttezza dell'attestazione di origine e delle informazioni fornite sull’origine delle merci da lui fornite.

L'attestazione di origine è rilasciata utilizzando una delle versioni linguistiche previste all'allegato ORIG-4 su una fattura o su qualsiasi altro documento che descriva il prodotto originario in modo sufficientemente dettagliato da consentirne l'identificazione.

L’Attestazione è valida per 12 mesi o per un periodo più lungo stabilito dalla parte importatrice fino a un massimo di 24 mesi.

 

L’esportatore UE deve essere registrato nel sistema REX.

Per spedizioni di valore fino a 6.000 euro l'attestazione di origine può essere apposta direttamente in fattura.

Nelle more dell'introduzione della nuova piattaforma unionale REX, tenuto conto dei tempi attualmente necessari per la registrazione in questione, gli operatori economici non ancora registrati su REX potranno indicare nella dichiarazione allegata alla circolare 49/2020 il codice EORI unitamente al proprio indirizzo completo da inserire nel campo "luogo e data".

Per l'esportatore del Regno Unito, questo sarà il numero assegnato in conformità con le leggi e i regolamenti applicabili nel Regno Unito. Se all'esportatore non è stato assegnato un numero, questo campo può essere lasciato vuoto[3].

 

Periodo transitorio

Per agevolare la compilazione delle attestazioni di origine[4], dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2021, gli esportatori sono autorizzati a compilare le attestazioni di origine anche se non dispongono in quel momento di tutte le pertinenti dichiarazioni del fornitore (dichiarazione del fornitore e dichiarazione a lungo termine del fornitore), a condizione che al termine di tale periodo transitorio le dichiarazioni del fornitore siano in possesso dell'esportatore.

Se entro tale data l'esportatore non è in possesso di tali dichiarazioni del fornitore, ne informa l'importatore entro il 31 gennaio 2022, che dovrà conseguentemente provvedere alla revisione di accertamento e pagare gli eventuali dazi.

 

CONSERVAZIONE DELLE REGISTRAZIONI (orig.21)

L’importatore conserva la documentazione relativa all’origine delle merci per un minimo di tre anni a decorrere dalla data di importazione del prodotto

L’esportatore che ha rilasciato un'attestazione di origine conserva, per un minimo di quattro anni dal rilascio dell'attestazione di origine, una copia dell'attestazione di origine e di tutte le altre registrazioni che dimostrano che il prodotto è conforme alle prescrizioni per l'acquisizione del carattere originario.

Tutte le registrazioni possono essere conservate in formato elettronico.

 

UNITÀ DA PRENDERE IN CONSIDERAZIONE (orig.8)

L'unità da prendere in considerazione è lo specifico prodotto adottato come unità di base per la classificazione effettuata secondo il sistema armonizzato

 

MATERIALI DA IMBALLAGGIO E CONTENITORI PER LA SPEDIZIONE (orig.9)

I materiali da imballaggio e i contenitori per la spedizione utilizzati per proteggere un prodotto durante il trasporto non sono presi in considerazione per determinare se un prodotto è originario.

 

MUTUO RICONOSCIMENTO AEO

Dal 1° gennaio 2021 i vantaggi dell'Accordo di mutuo riconoscimento (Mutual Recognition Agreement), previsto dal Trade and Cooperation Agreement applicabile, sono riconosciuti solo ai fini della sicurezza, quindi ai soggetti titolari dell'autorizzazione AEOS (per la sicurezza art. 38.2 b del CDU) ed ai soggetti AEOF.

 

UFFICIO DI ESPORTAZIONE

Nell’occasione l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha richiamato gli operatori sul fatto che l'ufficio competente per l'esportazione è individuato in base al luogo in cui è stabilito l'esportatore.

Qualora sia necessario identificare un ufficio di esportazione diverso dal suddetto lo stesso dovrà essere individuato all'interno del territorio nazionale.

Sono fatte salve le diverse previsioni previste dalle disposizioni doganali unionali.

 

[2] l’importatore dovrà disporre di documentazione che a vario titolo sia in grado di dimostrare l’effettiva origine unionale delle merci medesime

[3]    Vgs. Guidance Rules of origin for goods moving between the UK and EU (HM Revenue & Customs; Published:    29 December 2020 -  Last updated: 16 March 2021

[4]  In deroga agli articoli 61 e 62 del regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447 – (vgs. Regolamento di Esecuzione (UE) 2020/2254 della Commissione del 29 dicembre 2020)

 


 

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