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BDO International Business Compass 2018: l’Italia perde 5 posizioni nella classifica dell’attrattività per il business globale

12 09 2018

Il nostro Paese si attesta al 40° posto rispetto al 35° della scorsa edizione e viene scavalcato nell’ordine da Lituania, Bahrain, Lettonia, Ungheria e Slovacchia.

Migliorano gli indicatori economici, ma l’Italia perde 6 posizioni nella classifica del livello socio-culturale.

A livello generale, si conferma il predominio dei paesi OCSE. Non cambiano le prime quattro posizioni della classifica, mentre sale al 5° posto l’Irlanda. Sono 6 i paesi europei nella top ten.

 

Uno scenario mondiale sostanzialmente stabile, in cui i paesi OCSE la fanno da padrone: è quanto emerge dall’International Business Compass 2018, la classifica globale degli indicatori economici, politico-normativi e socio-culturali stilata per la settima volta da BDO, network globale di revisione contabile e consulenza alle imprese in collaborazione con HWWI (Hamburg Institute of International Economics). Obiettivo dell’IBC è quantificare l’attrattività imprenditoriale dei vari paesi del mondo nella forma di un singolo indice che sia espressione dello stato di sviluppo della società e del business di ogni stato.

 

La situazione italiana

Nonostante il punteggio generale più alto rispetto alla scorsa edizione (62,36 nel 2018 vs 60,49 nel 2017), l’Italia perde 5 posizioni nella classifica generale, attestandosi al 40° posto assoluto. Fanno meglio del nostro Paese, nell’ordine, Lituania (34°), Bahrain (36°), Lettonia (37°), Ungheria (38°) e Slovacchia (39°). Per quanto riguarda i singoli indicatori, migliorano le condizioni economiche (56,35 vs 52,25, dal 51° al 45° posto nella relativa classifica), ma l’Italia perde ben 6 posizioni a livello socio-culturale nonostante un punteggio simile a quello dello scorso anno (59,43 vs 59,16, dal 33° al 39° posto nella relativa classifica).

Rimane invariata per l’Italia l’attrattività come luogo di produzione (25° posto) e come mercato finale (19°) all’interno dei Paesi OCSE. Rimane salda al comando della classifica della produttività l’Olanda, che gode della sua posizione centrale all’interno del continente europeo e delle favorevoli politiche finanziarie. Per quanto riguarda, invece, l’attrattività come mercato commerciale, è la Svizzera a balzare al comando.

 

Uno scenario globale stabile

A livello generale, si conferma il predominio dei paesi OCSE. Non cambiano le prime 4 posizioni della classifica rispetto all’edizione 2017: sono i due principali centri finanziari dell’Asia, Singapore e Hong Kong, a occupare le prime 2 posizioni. Svizzera e Olanda sono i paesi europei più attrattivi, che si confermano sul terzo e quarto gradino. Fa un balzo in avanti di 2 posizioni l’Irlanda, che conquista il 5° posto grazie alla diminuzione del tasso di disoccupazione e del rapporto deficit-PIL.

Perdono terreno Danimarca e Norvegia, ora rispettivamente 6° e 7°, che scivolano entrambi di una posizione. Chiudono la top 10 Gran Bretagna, Canada e Australia. L’Europa la fa da padrone conquistando 6 delle prime 10 posizioni, ma registra anche la perdita di 4 posizioni da parte di Germania (ora 12°) e Belgio (17°) e lo scivolone di ben 9 posizioni della Francia (ora 28°). Degna di nota, inoltre, la crescita di 14 posizioni da parte della Russia, che si attesta comunque al 95° posto, ben 140° nella classifica degli indicatori politico-normativi.

“La situazione del nostro Paese non peggiora, ma purtroppo neppure migliora - ha commentato Simone Del Bianco, Managing Partner di BDO Italia. - Nell’ambito dei paesi OCSE, Spagna e Turchia fanno meglio di noi a livello economico, pur essendo tra i pochi piazzati peggio di noi nella classifica assoluta. È segno che ancora molto c’è da fare per rendere l’Italia una meta attrattiva per il business internazionale, sia a livello politico-normativo, sia a livello economico. Il lato positivo della medaglia è che ci sono per il Belpaese ampi margini di miglioramento e grandi opportunità da cogliere.”

 

L’International Business Compass 2018 di BDO e HWWI (Hamburg Institute of International Economics) ha preso in esame 174 paesi nel mondo, in tutti i continenti. Sono stati esclusi i paesi con meno di 150.000 abitanti, Cuba, Cisgiordania, Somalia e Sahara Occidentale, il Lussemburgo (a causa della sua peculiare e unica organizzazione economica) e la Siria (a causa della guerra civile in atto, che rende impossibile ogni proiezione).

Le fonti prese in esame nell’ambito del report sono rimaste invariati rispetto all’analisi 2017. Ogni indicatore (condizioni economiche; politico-normative; socio-culturali) è stato declinato in una scala da 0 a 100, con calcolo di media aritmetica per ciascun indicatore e media geometrica dei vari indicatori per il calcolo della posizione assoluta nel ranking. I valori per i sub-indici (mercato e produzione) sono stati calcolati sulla base dei fattori locali più rilevanti, mentre per i paesi non-OCSE i valori sono stati espressi in relazione alla media continentale e alla comparazione interregionale.