Incertezza internazionale frena mercato M&A, ma tiene il segmento consumer

27 09 2017

  • L’Italia si dimostra un obiettivo ancora “caldo” per gli investitori di tutto il mondo.
  • Il private equity domina la scena e registra segnali in controtendenza già nel Q2.
  • BDO stima in 8.327 le potenziali transazioni in pipeline per il trimestre in corso.

In uno scenario internazionale di incertezza politica ed economico-finanziaria, nel secondo trimestre dell’anno il mercato dell’M&A globale accusa il colpo e registra valori ancora deboli, seppur in leggero miglioramento rispetto ai primi tre mesi del 2017. Se il numero di operazioni rimane basso, tuttavia, permane una certa tendenza ai deal di valore ragguardevole, con la finalizzazione di transazioni che tornano ai valori record del 2008. È quanto emerge dalla terza edizione annuale di Horizons, il report periodico sul mercato dell’M&A a cura di BDO, network internazionale di revisione contabile e consulenza alle imprese. In questo clima segnato dall’insicurezza, due sono i fattori che segneranno il prossimo futuro di mergers & acquisitions: l’interesse ancora vivo degli investitori esteri per l’Italia e la costante possibilità di business offerta dal segmento consumer.

 

Lo scenario M&A globale rimane debole

Il primo trimestre del 2017 è stato il più debole in termini di operazioni di merger & acquisition dal primo trimestre dell’ormai lontano 2013. Una maggiore chiarezza sul piano di azione del Presidente USA Trump, l’elezione del moderato Macron all’Eliseo e l’inizio dei negoziati formali per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea non sono stati sufficienti a rassicurare gli attori del mercato M&A.

Qualche segnale di miglioramento, nel secondo trimestre dell’anno, c’è stato: il trend decrescente nei volumi globali delle transazioni si sta progressivamente arrestando e, addirittura, quanto a volumi, nel Q2 si sono registrati degli aumenti. Il numero totale dei deal è calato a 1.736, -6,4% rispetto ai 1.847 del primo trimestre dell’anno. Il valore globale, tuttavia, è cresciuto dello 0,6% (dai 158,8 miliardi di dollari del Q1 a 159,5 miliardi nel Q2). Rispetto al 2016, un anno importante per l’M&A, il valore dei deal nel secondo trimestre 2017 rimane piuttosto basso, segno dell’incertezza che sta tirando il freno alle transazioni in tutto il mondo.

Come ci si poteva aspettare, l’area che comprende UK e Irlanda hanno fatto registrato un indebolimento del mercato M&A. Il valore dei deal precipita dai 13,8 miliardi di dollari del Q2 2016 e 11,4 miliardi del Q1 2017 ai soli 9,6 miliardi del Q2 2017 (rispettivamente -30% e -16%). Per quanto riguarda il numero delle transazioni, si registra un decremento del 25% e del 9% rispettivamente ai trimestri sopra citati.

Il segmento del private equity, invece, ci racconta tutta un’altra storia. Si sono registrate 259 operazioni nel Q2 2017, un incremento del 10% in numero e del 25% in valore (+7,4 miliardi di dollari) rispetto al trimestre precedente. Rispetto, invece, allo stesso periodo del 2016, il numero di deal rimane stabile, ma il valore cresce del 27,5% arrivando a 34,3 miliardi di dollari – la cifra più alta registrata dal Q1 2008 ad oggi. Si osserva una certa tendenza alle grandi transazioni, con un valore medio ad operazione di ben 91,8 milioni di dollari (ancora una volta, il valore più alto registrato da Q1 2008).

 

L’Italia rimane “calda” per gli investitori esteri

Nel secondo trimestre del 2017, l’Italia è stata coinvolta in diverse operazioni di merger & acquisition che hanno coinvolto i settori: chimico e manifatturiero; farmaceutico, medico e biotech. Due delle prime dieci transazioni registrate nell’area dell’Europa Meridionale hanno riguardato obiettivi italiani: la seconda più grande acquisizione è stata quella di DentalPro da parte di BC Partners (valore: 448 milioni di dollari) mentre la nona è stata quella di Conceria Pasubio S.p.A. da parte di CVC Capital Partners Limited (319 milioni). Gli investimenti di private equity e l’interesse oltreoceano per gli asset italiani si confermano molto forti.

 

Segmento consumer in tenuta: è questione di fiducia

Il settore consumer, in effetti, reagisce ai cicli economici nello stesso modo dell’M&A: si tratta, in entrambi i casi, di una questione di fiducia. Gli utenti stanno senz’altro rivedendo le loro abitudini di consumo alla luce dell’ancor difficile momento economico, ma quella di spendere, per loro, rimane una necessità. Ecco allora che, nonostante tutto, gli investimenti nei segmenti del consumer business a crescita più rapida stanno tutt’ora generando significativi ritorni e la concorrenza per accaparrarsi determinati asset è molto alta.

“Se viene offerta loro la giusta proposizione, i consumatori si dimostrano oggi molto disposti all’acquisto – commenta Stefano Variano, Partner Advisory BDO Italia. - Le aziende più attente a trasformarsi seguendo le mutate esigenze dei consumatori sono riuscite a generare profitti e a rendersi appetibili per gli investitori anche in questo momento così delicato. Le società di private equity focalizzate sul mid-market si rivelano interessate soprattutto a business di consumo specializzate in settori di nicchia, che possiedono un brand forte e una chiara differenziazione rispetto ai competitor. Secondo noi di BDO, un trend ben preciso è destinato a dominare l’M&A nel segmento consumer nei prossimi mesi: si tratta della sana alimentazione, di cibi e bevande buoni per l’ambiente e per il corpo. A trainare questa tendenza sarà il target della cosiddetta Generazione Z.”

 

Il futuro a breve-medio termine per l’M&A globale

Stimiamo che ci siano 8.327 potenziali transazioni in corso di negoziazione attualmente nel mondo: tale ragguardevole cifra è causata dal fatto che molti investitori stanno rimandando la chiusura delle operazioni, segno di un comportamento cauto del mercato nei confronti dell’imperante incertezza globale dal punto di vista economico e politicocontinua Stefano Variano. - Alcuni dei deal più attesi, come l’acquisizione del brand di abiti da sposa Pronovias da parte del fondo di investimenti BC Partners, a cui fa capo anche il gruppo Coin, o quello dell’italiana Cloetta da parte dell’azienda tedesca delle caramelle Katjes international, sono già stati portati a termine con successo. Ci attendiamo, quindi, un autunno “caldo” per le acquisizioni internazionali.”