Automotive: 931 milioni per investimenti, innovazione e R&S

Il MIMIT destina 931 milioni alla filiera automotive: 300 milioni per i Mini contratti di sviluppo e 631 milioni per gli Accordi per l’innovazione

Automotive: 931 milioni per investimenti, innovazione e R&S. Mini contratti di sviluppo e Accordi per l’innovazione sostengono la transizione del settore.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy rafforza il sostegno alla filiera automotive con un pacchetto di interventi che mette a disposizione 931 milioni di euro tra Mini contratti di sviluppo e Accordi per l’innovazione. Le risorse accompagnano la trasformazione del settore attraverso investimenti produttivi, ricerca industriale, sviluppo sperimentale e formazione specialistica del personale.
L’obiettivo è sostenere la competitività delle imprese italiane in una fase caratterizzata dalla transizione verso nuovi modelli di mobilità, dall’elettrificazione, dalla digitalizzazione dei veicoli e dall’introduzione di tecnologie avanzate lungo tutta la filiera produttiva.

A chi si rivolgono le misure

Le agevolazioni sono rivolte alle imprese della filiera automotive, dalle PMI alle grandi imprese, comprese le realtà attive nei comparti industriali, della componentistica e dei trasporti. Gli strumenti possono prevedere, inoltre, il coinvolgimento di centri e organismi di ricerca nei progetti collaborativi.
Particolare attenzione è riservata alle PMI e agli investimenti localizzati nel Mezzogiorno, attraverso specifiche riserve di risorse.

Mini contratti di sviluppo: 300 milioni per investimenti e riconversione

Il primo intervento mette a disposizione 300 milioni di euro e finanzia programmi di investimento, con importo compreso tra 5 e 20 milioni di euro, destinati a:
  • sviluppo e produzione di nuovi veicoli;
  • sistemi di alimentazione e propulsione a basse emissioni;
  • componenti e tecnologie per la mobilità sostenibile;
  • soluzioni per la mobilità autonoma, connessa e intelligente;
  • progetti di riconversione industriale verso tecnologie strategiche.

Nei mini contratti di sviluppo il 60% delle risorse è riservato alle PMI, di cui un quarto alle micro e piccole imprese, e il 40% delle risorse è destinato ai programmi realizzati nelle regioni del Centro-Sud (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna).
I programmi possono riguardare la creazione di una nuova unità produttiva o l’ampliamento della capacità, la riconversione o il cambiamento fondamento del processo produttivo. In relazione agli investimenti produttivi, le categorie di spese ammissibili possono essere: suolo aziendale, opere murarie, macchinari/impianti/attrezzature, software e programmi informatici, brevetti, licenze e know-how.
Gli investimenti produttivi possono essere accompagnati da ricerca industriale, sviluppo sperimentale e formazione del personale. Le attività formative sono ammissibili nel limite del 10% dell’investimento complessivo, mentre, per la R&S il limite è fissato al 20%.
Le agevolazioni sono concesse attraverso contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati, con copertura fino al 75% delle spese ammissibili. Il contributo a fondo perduto varia in funzione della dimensione di impresa e della localizzazione, invece, il finanziamento agevolato può avere una durata massima di 10 anni oltre a un periodo di utilizzo e preammortamento non superiore a 3 anni.
I programmi possono essere presentati in forma congiunta da un massimo di cinque partecipanti.
Per i mini contratti di sviluppo non sono ancora state definite le modalità e i termini per la presentazione delle domande.

Accordi per l’innovazione: 631 milioni per ricerca e sviluppo

Accanto agli investimenti produttivi, il MIMIT ha destinato 631 milioni di euro agli Accordi per l’innovazione della filiera automotive. La misura sostiene progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale finalizzati alla realizzazione di nuove tecnologie e prodotti innovativi.
Tra gli ambiti finanziabili rientrano:
  • tecnologie per veicoli a basse emissioni;
  • nuovi componenti e sistemi avanzati;
  • soluzioni per la mobilità intelligente;
  • tecnologie ad alta intensità di ricerca e sviluppo;
  • iniziative con potenziale dual-use.
I progetti devono prevedere costi ammissibili compresi tra 5 e 40 milioni di euro. Sono agevolabili le spese per personale, strumenti e attrezzature, consulenze, servizi di ricerca, brevetti, know-how, spese generali e materiali collegati alle attività progettuali.

Le agevolazioni previste per gli Accordi per l’innovazione per l'Automotive

Gli Accordi per l’innovazione prevedono un contributo diretto alla spesa e, eventualmente, un finanziamento agevolato. Le intensità possono arrivare fino a:
  • 50% dei costi ammissibili per la ricerca industriale;
  • 25% dei costi ammissibili per lo sviluppo sperimentale;
  • 20% dei costi ammissibili sotto forma di finanziamento agevolato.
Per i progetti presentati congiuntamente da almeno un’impresa e uno o più organismi di ricerca è previsto un incremento del contributo diretto:
  • 10 punti percentuali per le PMI e gli organismi di ricerca;
  • 5 punti percentuali per le grandi imprese.
Le maggiorazioni operano nel rispetto dei massimali europei sugli aiuti di Stato.
Il 40% della dotazione finanziaria è riservato ai progetti interamente realizzati in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Le prossime scadenze

Per gli Accordi per l’innovazione, lo sportello aprirà alle ore 10:00 del 25 novembre 2026. Le domande dovranno essere presentate attraverso la piattaforma del Fondo Crescita Sostenibile gestita da Mediocredito Centrale.
Qualora le risorse non fossero sufficienti, il Ministero predisporrà una graduatoria basata su specifici indicatori di solidità economico-finanziaria delle imprese proponenti.
Per i mini contratti di sviluppo si resta, invece, in attesa del decreto direttoriale che definirà modalità operative e termini di apertura dello sportello.

Una strategia industriale per il futuro della filiera

La combinazione tra mini contratti di sviluppo e Accordi per l’innovazione evidenzia un approccio integrato che interviene sia sugli investimenti produttivi sia sulle attività di ricerca e sviluppo. Con 931 milioni di euro complessivamente disponibili, il pacchetto rappresenta uno dei più rilevanti interventi pubblici a sostegno dell’automotive italiano, con l’obiettivo di favorire innovazione, competitività e trasformazione tecnologica dell’intera filiera.

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