Credito d’imposta 5.0: le novità di aprile 2026

Credito d’imposta 5.0: le novità di aprile 2026

Con la pubblicazione dell’ultimo decreto a tema 5.0, le imprese “esodate” hanno ricevuto finalmente conferma che potranno beneficiare anch’esse dell’agevolazione. Ciò può avvenire in misura ridotta rispetto a quanto precedentemente prenotato e limitato a una parte degli investimenti. Ma vediamo qual è stato il corso della misura per capire a che punto sono le imprese e cosa si devono aspettare per il futuro.

Negli ultimi mesi, soprattutto, successivamente allo scoppio della guerra nel Golfo del Persico, il Governo ha dovuto pensare alle imprese cosiddette “esodate” del piano 5.0, ovvero, quelle che avevano presentato la domanda per la prenotazione del credito ma che si trovavano in una situazione incerta e, allo stesso tempo, alle imprese colpite dal rincaro dei prezzi di petrolio e gas dovuta al blocco dello Stretto di Hormuz.

Cosa era successo: il problema delle risorse esaurite

Il credito d’imposta previsto dal Piano Transizione 5.0 ha rappresentato una delle principali leve di politica industriale introdotte negli ultimi anni per sostenere la competitività delle imprese italiane. Nato nel 2024 nell’ambito del PNRR, il meccanismo ha subito negli ultimi mesi un’evoluzione significativa, sia sotto il profilo normativo sia operativo, determinando effetti rilevanti sul sistema produttivo e lasciando tuttavia ancora aperti alcuni aspetti cruciali, tra cui il contributo per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.

Il 7 novembre 2025 è stato un momento cruciale per il Piano Transizione 5.0 in Italia, segnato dall'esaurimento delle risorse disponibili e dalla possibilità di inviare nuove prenotazioni fino al 27 novembre 2025, che sarebbero state gestite in ordine cronologico in caso di disponibilità di nuove risorse. Tutte le domande presentate in tale finestra avevano ricevuto esito incerto: le pratiche erano tecnicamente ammissibili ma le risorse non erano disponibili.

A fine gennaio 2026 è stata data possibilità di procedere con l’invio della comunicazione di acconto, prevista per dimostrare il pagamento del 20% dell’investimento, e quella di completamento, da effettuare entro il 28 febbraio 2026.

Con il D.L. 42/2026, le imprese esodate potevano accedere a un credito d’imposta fortemente ridotto, pari al 35% dell’importo richiesto, entro un limite complessivo di spesa di 537 milioni di euro per il 2026.

Le ipotesi iniziali non erano incoraggianti: si parlava infatti della possibilità di riconoscere solo il 35% del credito d’imposta maturato, generando forte incertezza per gli investimenti già avviati.

In ultimo, con il nuovo decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 3 aprile 2026, si riconosce per il 2026 un credito d’imposta pari all’89,77% del beneficio originariamente richiesto, esclusivamente sugli investimenti ammissibili relativi ai beni materiali e immateriali (allegati A e B) e alle spese di formazione. Restano, quindi, escluse le spese per gli impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili e le spese sostenute per ottenere le certificazioni idonee. Contestualmente, viene più che raddoppiata la dotazione finanziaria, che passa a 1.302,3 milioni di euro.

La comunicazione alle imprese è arrivata negli ultimi giorni di aprile 2026 e resta invariato la modalità di utilizzo.

La novità è rappresentata dal termine per la compensazione: dovrà avvenire entro il 31 dicembre 2026, decorsi 5 giorni dalla comunicazione del credito utilizzabile. Anche tale aspetto risulta modificato rispetto alla normativa originaria, che prevedeva l’utilizzo in 5 quote annuali di pari importo per i crediti non compensati entro il 31 dicembre 2025.

Il nodo aperto: il contributo per l’autoproduzione di energia rinnovabile

Uno degli aspetti più rilevanti e ancora in parte sospeso riguarda il contributo per gli investimenti in autoproduzione da fonti rinnovabili destinati all’autoconsumo, che risultano esclusi dalla percentuale comunicata e che le imprese possono effettivamente utilizzare.

Sempre il decreto 42/2026 introduce un contributo ad hoc per le imprese “esodate” concesso in proporzione per le spese sostenute per gli investimenti in impianti finalizzati all’autoproduzione di energia rinnovabile e per le certificazioni, contabile ed energetica ex-ante ed ex-post.

Il contributo spetta nel limite massimo di 57,7 milioni di euro per l’anno 2026, 80 milioni di euro per il 2027 e 60 milioni di euro per il 2028.

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy provvede all'erogazione dei contributi, sulla base delle informazioni fornite dal GSE in relazione alle spese sostenute, secondo le modalità individuate con proprio decreto. Si attendono, pertanto, aggiornamenti in merito alle tempistiche e alle modalità.

 

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