Nuovo Fondo per il Turismo: le anticipazioni per le imprese

Nuovo Fondo per il Turismo: le anticipazioni per le imprese

Il settore turistico torna al centro delle politiche di sviluppo nazionali con l’attivazione (e rifinanziamento) di diversi strumenti, tra cui il Fondo per il Turismo, rivolto alle imprese che intendono investire nello sviluppo dell’offerta turistica, anche in grado di favorire la destagionalizzazione, la digitalizzazione, il rispetto dei criteri ambientali, sociali e di governance e il turismo sostenibile.

Di seguito, analizziamo i principali elementi operativi utili per valutare l’accesso al fondo: beneficiari, codici ATECO, spese ammissibili, dimensione dei progetti, intensità dell’agevolazione e cumulabilità.

Obiettivo della misura

Il nuovo fondo nasce per sostenere programmi di investimento coerenti con alcune priorità strategiche del comparto turistico:

  • transizione ecologica ed efficientamento energetico;
  • digitalizzazione dei servizi e dei processi;
  • destagionalizzazione dei flussi turistici;
  • miglioramento qualitativo dell’offerta ricettiva;
  • sviluppo di filiere e turismo sostenibile.

La logica è quella di favorire investimenti strutturati, con un impatto reale sulla competitività delle imprese.

Beneficiari

La misura non pone vincoli in termini di dimensione di impresa, ma elenca i codici ateco delle attività ammissibili.

Sono ammessi anche i soggetti proprietari degli immobili e le aggregazioni di imprese (reti, consorzi).

Codici ATECO ammissibili

Dal punto di vista tecnico, l’accesso è legato ai codici ATECO della filiera turistica, tra cui:

  • 55 – Alloggio
  • 56 – Attività dei servizi di ristorazione
  • 82 – Organizzazione di convegni e fiere
  • 93 – Attività sportive, di intrattenimento e divertimento
  • 96 – Centri benessere.

Nel caso in cui le imprese non disponessero del codice ateco presente nel decreto, dovranno essere attive da almeno 3 anni e dimostrare dalle scritture contabili la prevalenza di fatturato in attività turistiche afferenti ai codici ateco di riferimento.

Spese ammissibili

Le spese finanziabili coprono un ampio spettro di interventi. In particolare:
a) interventi per il miglioramento dell’efficienza energetica

  • Ripristino, anche strutturale, di edifici o parte di essi, pavimenti, rivestimenti, realizzazione di giardini verticali
  • Rimozione amianto
  • Efficientamento idrico ed energetico dei sistemi di illuminazione, trasporto (ascensori), gestione piscine e impianti per ristorazione
  • Coibentazione, sostituzione serramenti, sistemi di climatizzazione, caldaie
b) impianti e attrezzature nuove
  • fotovoltaico, solare termico, pompe di calore,
  • sistemi di stoccaggio dell’energia,
  • tetti, attrezzature verdi e sistemi per la ritenzione e per l’uso dell’acqua piovana;
c) Apparecchiature per la digitalizzazione degli edifici, in particolare, aumentarne la predisposizione all’intelligenza artificiale
  • sistemi di automazione e digitalizzazione (colonnine di ricarica, collegamento a sistemi di teleriscaldamento/teleraffrescamento, intelligenza artificiale, cablaggio)

d) Riqualificazione di piscine, impianti termali, wellness, centro congressi
e) Acquisto o sviluppo di programmi informatici, brevetti, licenze, know how
f) Consulenze specialistiche (entro il 4% del progetto)

In generale, sono ammissibili le spese sostenute dopo la presentazione della domanda che risultano strettamente funzionali al progetto e coerenti con gli obiettivi del bando.

Importo dei progetti

La misura impone che la dimensione degli investimenti sia compresa tra un:

  • importo minimo: circa 1 milione €;
  • importo massimo: fino a 15 milioni €.

Tempistiche

I progetti devono essere completati entro 18 mesi dalla concessione dell’agevolazione e, in ogni caso, non oltre settembre 2028.

Forma e intensità dell’agevolazione

La dotazione finanziaria destinata alle imprese è pari a 109 milioni di euro, di cui: 59 milioni a favore delle agevolazioni concesse sotto forma di contributo a fondo perduto e 50 milioni sotto forma di finanziamento agevolato. Infatti, le agevolazioni sono normalmente articolate in più componenti:

  • Contributo a fondo perduto: fino al 30% delle spese ammissibili;
  • Finanziamento agevolato: copertura fino al 70% dell’investimento, assistito da idonee garanzie ipotecarie o bancarie o assicurative.

Cumulabilità

Rappresenta sempre un tema cruciale per i clienti ai fini di massimizzare il beneficio, utilizzando diversi strumenti agevolativi.

Il bando permette la cumulabilità solo con benefici fiscali e fondi di garanzia; restano, pertanto, escluse le altre agevolazioni pubbliche, comprese quelle in regime de minimis.

Ciò restringe la platea degli strumenti utilizzabili e, probabilmente, si dovrà aspettare il decreto attuativo per avere maggiore chiarezza in merito; infatti, potrebbe essere interessante il cumulo con la misura dell’iper ammortamento che, in linea generale, rappresenta un’agevolazione che apporta un risparmio fiscale.

In ogni caso, si dovranno rispettare le intensità massima di aiuto previste dal Regolamenti GBER e nei limiti dei massimali di ESL applicabili.

Conclusione

Si attende un ulteriore decreto per conoscere i termini e le modalità di presentazione della domanda.
 

Contattaci all’indirizzo finanza.agevolata@bdo.it per ulteriori informazioni.