Lo scorso 31 marzo si è aperto lo sportello per presentare la comunicazione preventiva per accedere al Credito di imposta per gli investimenti effettuati nelle aree rientranti nella ZES Unica dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026. Lo sportello rimarrà aperto fino al 30 maggio.
Dopo aver già generato oltre 28 miliardi di euro di investimenti privati, la Legge di Bilancio 2026 proroga il credito d’imposta ZES Unica fino al 31 dicembre 2028, ampliando così l’orizzonte temporale per le imprese e garantendo maggiore stabilità agli investimenti nel medio periodo.
Ulteriori novità del 2026 sono rappresentate da un significativo rifinanziamento della misura con uno stanziamento di circa 4 miliardi di euro per il triennio e l’estensione della misura anche alle regioni Marche e Umbria, ampliando così la platea dei territori beneficiari e rafforzando l’impatto della ZES Unica sul tessuto produttivo nazionale.
Cos’è la ZES Unica e perché rappresenta un’opportunità strategica per le imprese
La ZES Unica (Zona Economica Speciale Unica) è un’area geografica che comprende Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna e Umbria, istituita con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo economico del Mezzogiorno e favorire la crescita occupazionale.
Si tratta di uno strumento concreto e altamente strategico: le imprese che operano o investono in questi territori possono accedere a importanti vantaggi, tra cui incentivi fiscali, semplificazioni amministrative e procedure autorizzative più rapide.
Il Credito di imposta per la Zes Unica
È destinato alle imprese che intendono realizzare progetti di investimento iniziale, sia su strutture produttive già esistenti sia su nuovi insediamenti all’interno delle aree agevolate.
Sono, invece, escluse le aziende operanti in specifici settori (tra cui siderurgia, energia, credito e assicurazioni), così come le imprese in stato di liquidazione o in difficoltà.
Investimenti agevolabili: cosa rientra nel beneficio
L’incentivo premia gli investimenti produttivi concreti e strutturati. In particolare, sono ammissibili:
- l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi;
- l’acquisto di terreni e immobili strumentali.
Un elemento da tenere sotto controllo: il valore di terreni e immobili non può superare il 50% dell’investimento complessivo agevolato.
Restano, invece, esclusi i beni destinati alla vendita, i prodotti trasformati per la commercializzazione e i materiali di consumo.
I progetti di investimento devono avere un importo minimo superiore a 200.000 euro.
Quanto si può ottenere: le aliquote del credito di imposta Zes Unica
Uno degli aspetti più interessanti è proprio l’intensità dell’agevolazione, che varia in base a dimensione aziendale, territorio e valore dell’investimento.
Le percentuali possono arrivare fino al 70% per le piccole imprese, con livelli particolarmente vantaggiosi in regioni come Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.
Inoltre, alcune aree specifiche – come i territori coinvolti nella transizione energetica – prevedono aliquote ancora più elevate, rendendo l’incentivo estremamente competitivo anche su scala europea.
Di seguito il prospetto dettagliato:
- Campania, Puglia, Calabria, Sicilia:
- Grandi Imprese: 40%
- Medie Imprese: 40% (per investimenti superiori a 50 mln) e 50 % (per investimenti inferiori a 50 mln)
- Piccole Imprese: 40% (per investimenti superiori a 50 mln) e 60 % (per investimenti inferiori a 50 mln)
- Molise, Basilicata e Sardegna:
- Grandi Imprese: 30%
- Medie Imprese: 30% (per investimenti superiori a 50 mln) e 40 % (per investimenti inferiori a 50 mln)
- Piccole Imprese: 30% (per investimenti superiori a 50 mln) e 50 % (per investimenti inferiori a 50 mln)
- Abruzzo (zone assistite come individuate dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027):
- Grandi Imprese: 15%
- Medie Imprese: 15% (per investimenti superiori a 50 mln) e 25% (per investimenti inferiori a 50 mln)
- Piccole Imprese: 15% (per investimenti superiori a 50 mln) e 35% (per investimenti inferiori a 50 mln)
- Puglia (territori individuati ai fini del sostegno del fondo per una transizione giusta):
- Grandi Imprese: 50%
- Medie Imprese: 50% (per investimenti superiori a 50 mln) e 60% (per investimenti inferiori a 50 mln)
- Piccole Imprese: 50% (per investimenti superiori a 50 mln) e 70% (per investimenti inferiori a 50 mln)
- Sardegna (territori individuati ai fini del sostegno del fondo per una transizione giusta):
- Grandi Imprese: 40%
- Medie Imprese: 40% (per investimenti superiori a 50 mln) e 50% (per investimenti inferiori a 50 mln)
- Piccole Imprese: 40% (per investimenti superiori a 50 mln) e 60% (per investimenti inferiori a 50 mln)
Tempistiche: attenzione alle scadenze
Per accedere al beneficio è fondamentale rispettare le finestre temporali previste:
- Comunicazione preventiva: dal 31 marzo 2026 al 30 maggio 2026;
- Comunicazione integrativa: dal 3 gennaio 2027 al 17 gennaio 2027;
La prima serve a dichiarare gli investimenti realizzati o pianificati, mentre, la seconda è necessaria per confermare quelli effettivamente conclusi.
Credito ZES Unica 2025: contributo aggiuntivo e nuove modalità operative
Ricordiamo che per l’anno 2025 il credito spettante è stato inferiore rispetto a quanto previsto: era pari al 60,3811% dell’importo del credito richiesto. La Legge di Bilancio 2026 ha previsto l’introduzione di un contributo aggiuntivo per colmare parzialmente tale gap pari al 14,6189%. Il contributo aggiuntivo è destinato alle stesse imprese che hanno presentato la comunicazione integrativa, a condizione che non abbiano già beneficiato del credito di imposta 5.0 per i medesimi investimenti.
Con il provvedimento del 16 febbraio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha approvato il modello ufficiale per la comunicazione del credito d’imposta aggiuntivo ZES Unica e le modalità di trasmissione con le relative tempistiche.
Per beneficiare dell’ulteriore quota di credito, le imprese devono trasmettere apposita comunicazione all’Agenzia delle Entrate, esclusivamente per via telematica, dal 15 aprile al 15 maggio 2026.

