Report BDO Horizons Q2 2026

Nonostante le tensioni geopolitiche globali, nei primi sei mesi del 2026 le transazioni limitano il calo (-4%) rispetto al semestre precedente

Report BDO Horizons Q2 2026
  • Il valore aggregato dei deal ha registrato una contrazione dell’8% rispetto all’H2 2025, ma un aumento del 6% nel confronto con i primi sei mesi dello scorso anno.
  • Nonostante l’instabilità geopolitica e gli shock finanziari degli ultimi anni, i fondi di private equity sono stati protagonisti di un deal su tre. 
  • A livello settoriale, solo i comparti TMT e Pharma, Medical & Biotech non hanno registrato una diminuzione delle operazioni nell’H1 2026. A livello geografico, transazioni M&A in aumento soprattutto in Nord America (+17%). 
  • Le previsioni per la seconda metà del 2026 indicano un’attività M&A a livello globale che dovrebbe mantenersi in linea con gli ultimi semestri, arrivando intorno ai 6.000 deal complessivi. Particolarmente attivi i mercati Nord Americano e Cinese.


Pubblicato il report periodico Horizons relativo all’andamento delle operazioni M&A nel mid-market a livello globale nel corso del primo semestre del 2026. 
 

Lo scenario globale

Nella prima metà dell’anno, le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, seguite al conflitto tra USA e Iran, hanno portato a un aumento del prezzo del petrolio, arrivato fino a 110 dollari al barile; questo ha influenzato anche l’attività in molti mercati e le operazioni di trading. Nonostante ciò, nei primi sei mesi del 2026 le operazioni M&A nel mid-market si sono mantenute intorno alle 6.000 transazioni a livello globale, registrando una contenuta flessione del 4% rispetto al semestre precedente e sono risultate in linea con i livelli del primo semestre 2025.

Analizzando il valore aggregato dei deal, si nota una contrazione dell’8% rispetto al semestre precedente, ma un aumento del 6% nel confronto con i primi sei mesi dello scorso anno. Nel periodo gennaio-giugno 2026, i fondi di private equity sono stati protagonisti di un’operazione su tre: alla luce dell’impatto dell’instabilità geopolitica e degli shock finanziari degli ultimi anni, questo dato è sicuramente da considerarsi positivo per il settore M&A. La volontà da parte delle banche centrali di fornire stimoli alle economie globali potrebbe portare a una riduzione dei tassi di interesse, un elemento utile sia per i rendimenti dei fondi di private equity che per i livelli di attività delle operazioni di fusione e acquisizione, grazie anche alla disponibilità di ingenti capitali da investire.

A livello settoriale, le operazioni M&A hanno registrato una contrazione in quasi tutti i comparti, ad eccezione dell’ambito TMT (Technology, Media, Telecommunication), che ha evidenziato un aumento delle transazioni del 12% rispetto ai sei mesi precedenti e del settore Pharma, Medical & Biotech, con una crescita dell’8%. Sul fronte opposto, i comparti Real Estate e Consumer hanno evidenziato le contrazioni più importanti (entrambi -25%), mentre nei Financial Services il calo è stato del -20%. In termini di mercati geografici, l’attività è risultata in calo nella maggior parte dei mercati, ad eccezione del Nord America – in crescita del 17% -, Europa Centrale e Orientale e Medio Oriente. 

Le previsioni per la seconda metà del 2026 indicano un’attività M&A a livello globale che dovrebbe mantenersi in linea con gli ultimi semestri, arrivando intorno ai 6.000 deal. Il Nord America dovrebbe essere il mercato in cui si concentrerà la maggior parte delle operazioni, insieme alla Cina, mentre, in termini settoriali, i comparti più vivaci dovrebbero essere TMT e Industrials. L’imposizione di dazi, le tensioni geopolitiche e i conflitti attualmente in corso continueranno a esercitare un’influenza significativa sull’attività M&A, ma la grande quantità di capitali disponibili per gli investimenti potrebbe dare nuova linfa al mercato. Infine, i mega-trend globali legati alla digitalizzazione e, in misura minore, alla decarbonizzazione continueranno a rivestire il ruolo dei principali driver delle transazioni globali.

Focus sul Sud Europa e Italia
Il trend globale delle operazioni M&A nel mid market si rispecchia anche in Europa meridionale: nel corso della prima metà del 2026, il numero totale dei deal ha registrato una diminuzione del 21,4% rispetto alla seconda metà dello scorso anno, fermandosi a 411 transazioni rispetto alle 523 del semestre precedente. In termini di valore aggregato, si è attestato a 34,3 miliardi di dollari, rispetto ai 46,1 miliardi di dollari della seconda parte del 2025. Questo calo è stato determinato principalmente da una combinazione di fattori macroeconomici e geopolitici, tra cui l'escalation dei conflitti in Medio Oriente e in Ucraina, le persistenti tensioni commerciali e le misure protezionistiche, in particolare quelle adottate dagli Stati Uniti, nonché la continua incertezza sulla crescita economica globale. Inoltre, tassi di interesse elevati per un periodo prolungato, condizioni di finanziamento più restrittive e una maggiore volatilità del mercato hanno pesato sulla fiducia degli investitori e sulle attività di fusione e acquisizione.

In un contesto non facile, i fondi di private equity hanno confermato la loro resilienza, registrando, nel primo semestre 2026 un calo del numero delle transazioni limitato al 6,8% rispetto ai sei mesi precedenti, arrivando al completamento di 176 deal. La diminuzione del valore delle operazioni del 12,8% è dovuta a un minor numero di transazioni di grandi dimensioni realizzate nel periodo considerato.

Nella prima metà del 2026, in Sud Europa, il settore TMT è risultato quello più attivo, arrivando a 101 deal (circa un quarto del totale), seguito dal comparto Industrial & Chemicals con 77 transazioni e dal Business Services, con un totale di 46 operazioni.

La transazione dal maggiore valore nell’Europa meridionale nei primi sei mesi dell’anno ha visto protagonista il fondo di investimento francese HLD Europe SCA che ha acquisito Entoria, azienda francese attiva nel settore dei servizi finanziari, per 468 milioni di dollari. Se si guardano i 20 deal di maggior valore, 10 di essi hanno avuto come target società spagnole, 7 francesi e 3 italiane.

Stefano Variano, Partner Advisory di BDO Italia, ha commentato: 

Le nostre previsioni indicano che l'Europa meridionale dovrebbe registrare più di 400 operazioni M&A nella seconda metà del 2026, pari a circa il 7% dell'attività globale di M&A. Si prevede che i settori Industrial & Chemicals e Consumer rimarranno i più attivi della regione, con 84 transazioni ciascuno, rappresentando complessivamente il 41,4% del totale delle operazioni future, seguiti dal comparto Business Services con 70 deal. Pur in un contesto internazionale non facile, le prospettive per la regione e per l’Italia risultano essere incoraggianti e BDO, grazie alla forte specializzazione del Team sui settori trainanti e al suo posizionamento tra i player di riferimento del mondo Deals, è in grado di svolgere il ruolo di partner strategico per le aziende che si apprestano a realizzare operazioni di M&A.

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