EGM 2025: un mercato prudente in un contesto in evoluzione

EGM Focus - highlights al 31 dicembre 2025

EGM Focus - highlights al 31 dicembre 2025

Nel 2025 sono 21 le nuove IPO sull’Euronext Growth Milan e la capitalizzazione cresce a € 10,2 miliardi (+26% rispetto al 2024).

Ben 11 matricole arrivano dalla Lombardia, mentre il comparto più vivace si conferma quello industriale con 7 nuove quotazioni.

Le società quotate su EGM confermano la grande attenzione per la sostenibilità: un terzo di esse pubblicano già una rendicontazione non finanziaria.

BDO, tra le principali organizzazioni internazionali di servizi professionali alle imprese, ha pubblicato i dati relativi a “EGM Focus”, il suo più recente studio sulle IPO nel segmento Euronext Growth Milan (EGM) di Borsa Italiana avvenute nel corso del 2025.

Durante lo scorso anno, l’attività di listing su EGM ha risentito di un contesto di mercato ancora incerto, che ha visto una crescita disomogenea dei listini internazionali, trainati dai grandi titoli tecnologici e dall’AI, ma caratterizzati da episodi di volatilità legati alle divergenze tra le politiche monetarie delle principali banche centrali e alle persistenti tensioni geopolitiche. Tale situazione ha contribuito a irrigidire l’atteggiamento di investitori retail e family office, tradizionalmente più attivi sull’EGM, determinando un approccio più prudente nelle decisioni di investimento e spingendo molte imprese a ripensare i tempi di accesso al mercato in attesa di condizioni più chiare e stabili.

In questo scenario, il 2025 si è chiuso con 21 nuove società approdate sul listino dedicato alle PMI, un dato che replica esattamente il numero di quotazioni registrate nel 2024. Al 31 dicembre 2025, il listino EGM si attesta quindi a quota 212 società con una capitalizzazione totale pari a € 10,2 miliardi, in aumento del 26% rispetto al 31 dicembre 2024 (€ 8,1 miliardi). Nel corso del 2025, inoltre, si sono registrati complessivamente 19 delisting, di cui 11 a seguito della promozione di un'offerta pubblica di acquisto (OPA) o di operazioni di M&A.

Nel 2025 il capitale raccolto dalle nuove matricole in sede di IPO ha raggiunto i € 126,5 milioni (compresi € 5,3 milioni derivanti dall'esercizio della greenshoe), rispetto ai € 170,2 milioni del precedente anno. La raccolta media delle società è stata pari a circa € 6 milioni, mentre un dato da sottolineare è quello relativo all’aumento del 25% della capitalizzazione media rispetto al 31 dicembre 2024, che è passata da € 38,7 milioni a € 48,3 milioni.

Analizzando il dato regionale, nel 2025 la Lombardia si conferma la regione con il maggior numero di IPO con 11 quotazioni e una raccolta complessiva pari a € 71,5 milioni. Seguono le Marche, la Campania e la Puglia con 2 società quotate nel periodo.

Passando all’analisi settoriale, alla fine dello scorso anno, il settore «Industrials» conferma la sua crescita e rappresenta il 36,8% della capitalizzazione totale di mercato, seguito dal comparto «Consumer Discretionary» in lieve contrazione al 16,5% del totale (rispetto al 19,4% di fine 2024). Anche se i primi due settori raggiungono insieme più del 50% della capitalizzazione totale, il mercato risulta comunque eterogeneo, garantendo un'ampia diversificazione grazie alla presenza di aziende attive in tutte le principali filiere produttive.

Osservando invece la suddivisione del numero di nuove quotazioni sull’EGM, il settore con il maggior numero di IPO risulta essere l’«Industrials» con 7 matricole, rappresentando il 33,3% del totale delle nuove IPO. A seguire, si posizionano i settori «Consumer Discretionary» e «Technology», che hanno registrato rispettivamente 5 e 3 quotazioni. Osservando invece i dati per capitalizzazione da nuove IPO avvenute nel 2025, la leadership spetta al segmento «Consumer Discretionary», con una quota del 27,1%, seguito dai comparti «Industrials» (23,3%) e, a sorpresa per la maggiore dimensione media, «Utilities» (14,7%).

L’analisi svolta da BDO ha inoltre evidenziato che l’attenzione per le valutazioni ESG (Environmental, Social, Governance) si conferma in costante crescita per le società quotate all’Euronext Growth. Pur in assenza di un obbligo normativo di rendicontazione sulla sostenibilità, un terzo delle società quotate sul segmento EGM pubblica un’informativa di sostenibilità, evidenziando un orientamento esplicito alle dimensioni ambientali, sociali e di governance. Dall’analisi svolta da BDO al 31 dicembre 2025 emerge che le società che redigono una rendicontazione non finanziaria appartengono principalmente ai settori «Industrials» e «Technology». Questi dati confermano come la sostenibilità rimanga un tema centrale nelle agende del management. Non è più un tema di conformità alle norme sul reporting, ma di iniziative di business focalizzate sulla sostenibilità e anche comunicate con lo strumento corretto. Le imprese continuano, infatti, a utilizzare i report di sostenibilità per comunicare iniziative, performance e obiettivi, perché sono riconosciuti sia dal mercato sia dal settore finanziario, che li adottano come base informativa per valutazioni di merito creditizio, preferenze commerciali, indici e rating ESG. In questo contesto, la rendicontazione di sostenibilità si conferma un riferimento affidabile, capace di influenzare in modo significativo competitività, reputazione e risultati economici.

“Il 2025 si è concluso in un contesto stazionario, in cui anche l’Italia ha mostrato un andamento economico prudente e un accesso al credito che rimane selettivo per molte PMI. La BCE ha mantenuto un approccio cauto, contribuendo a un quadro di mercato frammentato che ha spinto molte piccole e medie aziende ad adottare un atteggiamento attendista nella pianificazione delle IPO,” commenta Manuel Coppola, Partner Audit & Capital Markets di BDO Italia. “Parallelamente, il quadro macroeconomico globale ha mostrato un miglioramento verso fine anno, con una maggiore fiducia nelle prospettive economiche per il 2026, pur in un contesto ancora sensibile ai rischi geopolitici. In Italia, restano attivi gli strumenti di supporto all’accesso al mercato dei capitali, tra cui il credito d’imposta del 50% sui costi di quotazione fino al 2027, che continuano a rappresentare un incentivo per le PMI orientate al mercato EGM. In questo quadro, il 2026 potrebbe aprire nuove finestre per il mercato EGM qualora si delineassero condizioni più chiare sul fronte monetario e geopolitico.”