- I fondi di private equity sono stati protagonisti di un deal su tre. Se il numero di operazioni ha visto un calo del 12% rispetto al primo semestre 2025, il loro valore totale si è mantenuto praticamente invariato rispetto alla prima metà dello scorso anno.
- Leisure e TMT sono gli unici settori a non aver registrato una diminuzione delle operazioni nell’H2 2025. A livello geografico, transazioni M&A in aumento nel Sud Est Asiatico (+14%).
- Le previsioni per il primo semestre del 2026 indicano un’attività M&A a livello globale che dovrebbe mantenersi in linea con gli stessi periodi del 2024 e del 2025, arrivando intorno ai 6.000 deal. Particolarmente vivaci i settori TMT e Industrials & Chemicals.
- Nel secondo semestre del 2025, in Sud Europa le operazioni hanno registrato una contrazione del 12%. Il valore totale rimane invariato rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno. Le previsioni per i primi sei mesi del 2026 indicano l’Europa meridionale come uno degli “hotspot” per l’attività M&A globale.
- La transazione dal maggiore valore nell’Europa meridionale nel 2025 è avvenuta in Italia: un consorzio di aziende italiane ha acquistato per 494 milioni di dollari la rete di distribuzione di carburante di EG Group.
BDO, una delle principali organizzazioni internazionali di servizi alle imprese, ha pubblicato il report periodico Horizons relativo all’andamento delle operazioni M&A nel mid-market a livello globale nel corso del secondo semestre del 2025.
Lo scenario globale
La seconda metà dello scorso anno ha continuato a evidenziare una significativa influenza dell’incerto contesto geopolitico ed economico globale, legato soprattutto all’imposizione di dazi commerciali da parte degli Stati Uniti, sull’andamento delle operazioni di fusione e acquisizione. Questo quadro generale ha portato a una diminuzione del 10% del numero dei deal rispetto alla prima metà del 2025; tuttavia, se si guarda al valore aggregato delle operazioni, questo è risultato in crescita del 3% rispetto ai sei mesi precedenti e ha superato i 500 miliardi di dollari.
I fondi di private equity sono stati protagonisti di un deal su tre e, se il numero di operazioni ha visto un calo del 12% rispetto al primo semestre 2025, il loro valore totale si è mantenuto praticamente invariato rispetto alla prima metà dello scorso anno, confermandosi intorno ai 150 miliardi di dollari. In questo ambito, è importante notare che il desiderio di fornire stimoli per la crescita delle economie dei vari Paesi ha portato a una certa riduzione dei tassi di interesse, una mossa utile anche per i rendimenti del private equity e per i suoi livelli di attività.
A livello settoriale, le operazioni M&A hanno registrato una contrazione in tutti i comparti, ad eccezione del comparto Leisure, che ha evidenziato un aumento delle transazioni del 14% rispetto ai sei mesi precedenti e dei Financial Services, che hanno mantenuto invariato il numero di deal. Sul fronte opposto, i settori Real Estate e TMT (Technology, Media, Telecommunication) hanno evidenziato le contrazioni più importanti, rispettivamente del -19% e del -17%. In termini di mercati geografici, invece, le più significative eccezioni alla diminuzione generale del numero di transazioni sono rappresentate dal Sud Est Asiatico e dal Giappone, che hanno mostrato una crescita dei deal del 19% e del 5% rispetto alla prima metà dello scorso anno.
Le previsioni per il primo semestre del 2026 indicano un’attività M&A a livello globale che dovrebbe mantenersi in linea con gli stessi periodi del 2024 e del 2025, arrivando intorno ai 6.000 deal. Il Nord America dovrebbe essere il mercato in cui si concentrerà la maggior parte delle operazioni, mentre, in termini settoriali, i comparti più vivaci dovrebbero essere TMT e Industrials & Chemicals. Le tensioni geopolitiche e l’instabilità finanziaria continueranno a esercitare un’influenza significativa sull’attività M&A, ma la grande quantità di denaro disponibile per gli investimenti potrebbe dare nuova linfa al mercato. Infine, i mega-trend globali legati alla digitalizzazione e alla sostenibilità continueranno a rivestire il ruolo dei principali driver delle transazioni globali.
Focus sul Sud Europa e Italia
Il trend globale delle operazioni M&A si rispecchia anche in Europa meridionale: nel corso della seconda metà del 2025, il numero totale dei deal ha registrato una diminuzione del 12% rispetto alla prima metà dello scorso anno (439 operazioni contro 501). Tuttavia, l’attività è rimasta solida lungo tutto l’anno, permettendo al Sud Europa di essere una tra le aree più vivaci a livello continentale. In termini di valore aggregato, si è attestato a 41,1 miliardi di dollari, sostanzialmente in linea con il primo semestre del 2025.
I fondi di private equity hanno continuato a rivestire un ruolo di protagonisti nel mercato M&A, venendo coinvolti nel 37% delle operazioni chiuse nella seconda metà dello scorso anno per un valore totale di 13,9 miliardi di dollari, in linea con il dato dei primi sei mesi dell’anno. La somiglianza dei dati dei due semestri rispecchia l'andamento generale del mercato e sottolinea la continua attenzione degli investitori verso asset di alta qualità con un'elevata visibilità dei flussi di cassa e modelli di business resilienti.
Nel 2025, in Sud Europa, il settore Industrials & Chemicals è risultato quello più attivo, arrivando a 111 deal, seguito dal comparto TMT con 99 transazioni e dal Consumer, con un totale di 90 operazioni.
Tra le operazioni M&A avvenute lo scorso anno, la transazione dal maggiore valore nell’Europa meridionale è avvenuta in Italia: un consorzio di aziende italiane ha infatti acquistato per 494 milioni di dollari la rete di distribuzione di carburante di EG Group. Sempre in Italia, nel settore immobiliare, un’altra operazione di rilievo è quella con cui Frey SA e Cale Street Partners LLP hanno acquisito per 479 milioni di dollari un portfolio comprendente le italiane Marangi Immobiliare Srl, Franciacorta Retail Srl e Valdichiana Propco Srl.
Stefano Variano, Partner Advisory di BDO Italia, ha commentato: “Nel corso della prima metà del 2026, è prevedibile che l’incerto contesto geopolitico e finanziario continuerà a esercitare la sua influenza sull’andamento del mercato M&A a livello globale, favorendo il mantenimento di un approccio orientato alla cautela da parte dei soggetti coinvolti. È interessante segnalare, però, che, per l’Europa meridionale, le previsioni sono incoraggianti: la regione è infatti vista essere il secondo hotspot mondiale per le operazioni di fusione e acquisizione, dietro solo al Nord America, grazie in particolare al traino dai settori Industrials & Chemicals, TMT, Consumer e Business Services.”


