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Modifiche alla disciplina CFC e alla tassazione dei dividendi e plusvalenze black list

11 03 2019

 


Il Decreto legislativo di recepimento della Direttiva “ATAD” riscrive l’art. 167 del T.U.I.R., recante le disposizioni in materia di Controlled Foreign Companies (CFC). In particolare, è stato esteso il perimetro soggettivo di applicazione della disposizione, è stata abolita la distinzione tra CFC black/ white, è ora prevista un’unica esimente per la disapplicazione della normativa ed è stato ampliato il concetto di controllo. Le modifiche intervenute nei requisiti per l’applicazione della CFC rule hanno, inoltre, reso necessaria l’introduzione, nel nostro ordinamento, dell’art. 47-bis del T.U.I.R., che prevede criteri specifici, per l’individuazione dei Paesi a fiscalità privilegiata, distinti a seconda che la partecipazione sia o meno di controllo. Infine, la nuova definizione di regimi fiscali privilegiati e la nuova nozione di controllo hanno assunto rilevanza anche ai fini della tassazione dei dividendi e delle plusvalenze provenienti da Paesi a fiscalità privilegiata e ciò ha, pertanto, reso necessario intervenire anche sulla disciplina relativa a tali componenti di reddito.

 

Premessa

L’art. 4 del D.Lgs. n. 142 del 29 novembre 2018, emanato al fine di recepire la Direttiva UE 2016/1164 (c.d. ATAD), ha completamente riscritto l’art. 167 del T.U.I.R., la cui finalità è quella di evitare che i soggetti con società controllate in Paesi a fiscalità privilegiata possano attuare pratiche di pianificazione fiscale in virtù delle quali trasferiscano ingenti quantità di utili dalla società controllante (soggetta ad elevata fiscalità) verso le società controllate (soggette a tassazione ridotta).

In particolare, nella nuova versione dell’art. 167, scompare la distinzione tra entità controllate a regime fiscale privilegiato diverse da quelle appartenenti all’Unione Europea o Spazio economico europeo (considerate CFC se localizzate in uno Stato caratterizzato da tassazione nominale inferiore alla metà di quella italiana, anche per effetto di regimi speciali) e le altre controllate (considerate CFC se subiscono una tassazione effettiva inferiore alla metà di quella che si sarebbe applicata in Italia e oltre la metà dei proventi è rappresentata da passive income). In base alla nuova regola viene, infatti, ad esistere una sola tipologia di CFC, rappresentata da un soggetto, ovunque residente (UE, SEE, extra UE) che soddisfa simultaneamente due condizioni: tassazione effettiva inferiore alla metà di quella acui sarebbe stato soggettoin Italiae oltre un terzo dei proventi realizzati rientranti nella definizione, ora puntualmente individuata, di passive income.[...]

 

Leggi l'articolo completo a cura di Alessandra Serena, Partner BDO Tax & Law e Sophia Pavanetto Manager BDO Tax & Law pubblicato su Bilancio e Reddito d'impresa 03/19