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L'Ifrs 16 gonfia l'indebitamento. Gli impatti del nuovo principio contabile secondo una analisi statistica di BDO Italia

23 04 2019

Articolo a cura di Stefano Bianchi, Partner BDO Italia, pubblicato su Italia Oggi Sette il 23/04/2019

 

Con l’applicazione del principio Ifrs 16, che sostituisce l’attuale Ias 17, sui bilanci 2019 si registrerà un peggioramento dei livelli di indebitamento dopo la capitalizzazione del leasing operativo e un miglioramento della redditività a livello di ebitda ed ebit.

A misurare, grazie a tecniche statistiche, l’impatto sulle performance economico-finanziarie e sul debito fuori bilancio che emergerà con l’Ifrs, che sarà applicato a partire dalle relazioni semestrali al 30 giugno 2019, è uno studio condotto da BDO Italia con il dipartimento di management dell’Università Ca’ Foscari e il Dipartimento di economia e management dell’Università di Trento, in relazione ai bilanci delle società quotate alla Borsa Italiana in diversi settori (petrolio e gas naturale; chimica e materie prime; industria; beni di consumo; servizi al consumo; telecomunicazioni; servizi pubblici; tecnologia).

L’emanazione dell’Ifrs 16 chiude un complesso e lungo percorso di revisione dei criteri contabili sul leasing, in cui Iasb e Fasb sono stati i principali attori. La ricerca BDO ha contribuito al dibattito sui costi e i benefici associati all’Ifrs 16 rilevando che gli operatori di mercato e gli utilizzatori del bilancio approvano l’applicazione di criteri uniformi per la contabilizzazione dei leasing finanziari e operativi, ma non condividono il venir meno della distinzione tra le due tipologie di leasing. Infatti la grande novità rappresentata dall’eliminazione della differenziazione tra leasing operativo e leasing finanziario porterà all’evidenziazione del debito fuori bilancio. Il locatario, in sede di rilevazione iniziale, rileverà due poste patrimoniali di segno opposto:

  • fra le attività il diritto all’uso di qualsiasi bene in locazione finanziaria;
  • fra le passività il debito verso la società di leasing o l’intermediario finanziario, determinata secondo il metodo finanziario.

Leggendo ancora l’analisi, emerge che i costi associati alla revisione dei processi informativi interni per l’adozione dell’Ifrs 16 associati a un peggioramento della posizione finanziaria potrebbe causare uno slittamento dal leasing operativo ad altre forme di utilizzo dei beni per i locatari che in passato ne facevano uso in modo significativo. Questo comporta che le imprese nel settore creditizio del leasing potrebbero risentire di una riduzione della domanda di locazione da parte dei locatori, e quindi in tale prospettiva dovrebbero rivedere alcuni aspetti dei contratti di locazione oppure offrire soluzioni vantaggiose. Si dovrà quindi ridefinire un nuovo equilibrio tra i costi e i benefici che derivano dall’applicazione dell’Ifrs 16, che attenui i dubbi legati alla sua efficacia de facto per locatori e locatari.

 

I risultati dell’analisi.

Dall’analisi empirica BDO emerge un significativo incremento dell’attivo patrimoniale: l’attivo immobilizzato e il totale attivo aumenteranno di un pari importo dopo la capitalizzazione del leasing operativo, come risultato dell’iscrizione dell’investimento netto del leasing operativo nell’attivo immobilizzato, particolarmente impattati saranno:

  • il settore dei servizi al consumo, che mostra in media il più elevato incremento dell’attivo immobilizzato (94,66%) e del totale attivo (73,62%) rispetto agli altri settori, che trova spiegazione nella variazione positiva in media pari al 90-150% dell’attivo immobilizzato di alcune imprese appartenenti al sotto-settore della moda, dei prodotti per la casa e per la persona.

Il settore della tecnologia che evidenzia, invece, un aumento dell’attivo immobilizzato e del totale attivo di ampiezza inferiore e pari in media rispettivamente al 16,73%e al 4,64%.

Gli altri settori rilevano variazioni positive in media minori tra lo 0,77% e il 3,27% per l’attivo immobilizzato, e tra lo 0,53% e l’1,79% per il totale attivo.

 

Peggiora la posizione finanziaria.

Interessante l’analisi sulle passività e perciò della posizione finanziaria netta (si veda la tabella 2) che mostra:

un significativo aumento dell’indebitamento per i servizi al consumo di circa il 107% (di cui +34% a breve e +193% a lungo);

  • il settore di beni di consumo evidenzia un aumento delle passività a lungo di circa il 9%;
  • il settore tecnologia mostra un incremento del 5,5% delle passività di cui + 26% per le passività a lungo.
  • gli altri settori rilevano aumenti minori in media per le passività a breve tra lo 0,44% e il 2,08%, per le passività a lungo tra lo 0,82% e il 9,11%, e per il totale passivo tra lo 0,96% e il 4,82%.

 

Maggiore redditività a livello di Ebit ed Ebitda. A livello di conto economico (si veda la tabella 3) emerge:

  • un miglioramento dell’Ebitda ed Ebit per tutti i settori in particolare il settore servizi al consumo (+149,2 % a livello di Ebitda e + 32,7% a livello di Ebit) e tecnologia (+379 % a livello di Ebitda e + 38,1% a livello di Ebit), infatti il settore servizi a consumo e tecnologia evidenziano variazioni positive significative nell’ammortamento e negli oneri finanziari e quindi nell’ebit e nell’ebitda dopo la capitalizzazione del leasing operativo.

Gli altri settori mostrano variazioni positive sia per l’Ebitda che per l’Ebit, ma di ampiezza minore. I settori delle telecomunicazioni, dei beni di consumo, dell’industria, della chimica e delle materie prime tuttavia evidenziano incrementi maggiori in media per l’Ebitda e per l’Ebit(rispettivamente, 17,58%, 12,45%, 12,11%, 11,41% e 0,55%, 2,32%, 1,86%, 1,88%) rispetto a quelli del petrolio e del gas naturale, e dei servizi pubblici per entrambi gli indicatori (rispettivamente, 5,98%, 3,78% e 3,68%, 0,80%).

 

Tabella 1

 

Tabella 2