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IVA in pratica: Voucher: il recepimento della normativa comunitaria

08 10 2018

articolo a cura di Fabrizio Papotti – avvocato, BDO Tax & Law pubblicato da Euroconference "Iva in pratica n. 33/2018"
 

Lo schema di decreto legislativo approvato dal CdM lo scorso 8 agosto intende recepire la normativa comunitaria del “voucher”, contenuta nella Direttiva UE 2016/1065.
Secondo la definizione generale ora codificata, il “buono”, denominato “buono – corrispettivo”, contiene l’obbligo di essere accettato come corrispettivo (o parziale corrispettivo) a fronte di una cessione di beni o di una prestazione di servizi e indica i beni o i servizi da cedere o prestare o le identità dei potenziali cedenti o prestatori, ivi incluse le condizioni generali di utilizzo a esso relative.
La distinzione tra buono “monouso” e “multiuso”, già contenuta nella Direttiva Iva e quindi ripresa dallo schema di decreto, si basa sulla conoscenza o meno, al momento dell’emissione del buono, della disciplina applicabile ai fini Iva alla cessione dei beni o alla prestazione dei servizi a cui il buono-corrispettivo dà diritto.
Le nuove disposizioni, che sono comunque soggette a esame e approvazione delle commissioni parlamentari di Camera e Senato, si applicano ai buoni emessi a partire dal 1° gennaio 2019 e sono destinate a produrre effetti anche sul trattamento Iva di strumenti di pagamento di larghissima diffusione, come i “buoni benzina” e i “buoni pasto”.