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IVA

Dal 1.1.2021

Non si applicano più le norme unionali in materia di cessioni e di movimenti transfrontalieri tra gli Stati membri nelle relazioni tra gli Stati membri e la Gran Bretagna (Inghilterra + Scozia + Galles).

Nello specifico:

  • le cessioni e i movimenti di beni tra UE e GB sono soggetti alle norme IVA su importazioni ed esportazioni e a vigilanza doganale, potendo subire controlli doganali;
  • dal 1° luglio 2021 sarà attuato un regime facoltativo di importazione per le vendite a distanza di beni di valore non superiore a 150 EUR.

Le norme unionali continuano invece ad applicarsi nelle relazioni transfrontaliere con l’Irlanda del Nord per l’acquisto e la cessione di beni.

Non si applicano più al Regno Unito le norme unionali nel settore dell'IVA sui servizi.

Nello specifico:

  • non muta la rilevanza territoriale, ai fini IVA, di una prestazione di servizi generica resa da un prestatore italiano a un committente soggetto passivo stabilito nel Regno Unito, ma cambiano le modalità di fatturazione.

 

Operazioni a cavallo 2020-2021

Per le merci la cui circolazione abbia avuto inizio prima del 31 dicembre 2020 e si è conclusa nel 2021 (cd. operazioni a cavallo), trovano applicazione le disposizioni contenute nell’Accordo di Recesso Regno Unito/UE.  In particolare:

  • Il combinato disposto degli artt. 41, 47, 51 e 52 prevede espressamente che le cessioni di beni spediti o trasportati dal territorio di uno Stato Membro al territorio del Regno Unito (e viceversa) prima della fine del periodo transitorio (i.e prima del 31.12.2020) con arrivo a destinazione successivamente (i.e. dopo il 1.1.2021) rimangano sottoposti alle regole doganali, IVA e accise esistenti prima della fine dell’anno.
  • L’art. 51, par. 2, prevede che i diritti e gli obblighi previsti dalla Direttiva IVA 2006/112/CE continuano ad applicarsi per 5 anni relativamente ai beni la cui circolazione è iniziata durante il periodo transitorio e si è conclusa solo successivamente.

 

Il periodo transitorio dal 1.2.2020 al 31.12.2020 

Per tutta la durata del periodo transitorio:

  • le cessioni di beni tra operatori economici UE, spediti o trasportati dal Regno Unito a un altro dei 27 Paesi Ue o viceversa, sono regolate dalle disposizioni previste dai rispettivi ordinamenti interni per le “cessioni intracomunitarie”, (obblighi Intrastat e regole comunitarie cd. “quick fixes 2020” che dal 1.1.2020 riguardano call-off stock, operazioni a catena, esenzione delle cessioni intracomunitarie di beni, inclusa prova del trasporto al di fuori del territorio nazionale);
  • le “vendite a distanza” all’interno della Ue (cessioni a privati consumatori) continuano rilevare ai fini IVA nello Stato membro di origine, se non superiori alle soglie previste, e ad essere soggette a IVA nello Stato membro di destinazione, qualora il volume d’affari registrato superi i limiti stabiliti (o su opzione se i limiti non sono superati);
  • le prestazioni di servizi devono ritenersi effettuate nei confronti di soggetti Ue, se resi a soggetti britannici, tutte le volte in cui il requisito di Stato Ue o extra-Ue quale Paese di stabilimento o residenza del committente assuma rilevanza ai fini della determinazione del luogo di effettuazione IVA dell’operazione (es. B2B, prestazioni di consulenza/ finanziarie rese a soggetti privati consumatori). Permane l’obbligo di presentazione degli elenchi Intrastat qualora l’operazione abbia a oggetto l’erogazione di servizi generici a soggetti passivi IVA.

 


 

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