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Survey:

BDO European Survey: 5 sfide per rilanciare la crescita economica

10 02 2020

  • L’indagine - condotta su un panel di 215 manager europei (30 in Italia) - evidenzia le ricette per farsi trovare competitivi nel 2025.
  • Talento, innovazione e tecnologia driver condivisi dai manager italiani.
  • BDO Italia annuncia oggi la quarta edizione del Premio Mario Unnia Talento & Impresa

 

Le imprese europee si trovano ad operare in un difficile contesto macroeconomico. Negli ultimi 5 anni, l'economia europea è cresciuta in media meno del 2% all'anno. Le prospettive a medio termine prevedono una crescita del PIL modesta, nell’ordine dell'1,4% all'anno nel 2020 e nel 2021.

Tuttavia esiste una ricetta, condivisa da 215 manager, secondo la quale investendo in tecnologia, sostenibilità, talento e risk management è possibile invertire la tendenza e avviarsi ad un nuovo periodo di crescita economica.

È quanto emerge dal BDO European Survey: Ensuring a leadership position in 2025, indagine condotta da BDO su un panel di 215 manager di realtà industriali, finanziarie e tecnologiche. Obiettivo della ricerca, condotta nel terzo trimestre 2019, è di evidenziare le strategie adottate dalle imprese per rispondere alle fibrillazioni del mercato creando un vantaggio competitivo.

Dall’indagine, condotta su un panel di 215 manager (32 belgi e norvegesi, 31 spagnoli, 30 danesi, tedeschi, italiani, e inglesi), emergono 5 indicazioni di fondo.

 

 

Il panel delle imprese coinvolte nella ricerca BDO appartiene al settore manifatturiero (22%), largo consumo (13%), servizi professionali (11%), finanza (9%), trasporti, energy e real estate (8% ciascuno), tlc (7%), no profit (4%), life science e farmaceutica (3%), salute, media ed entertainment (2% ciascuno). Il 40% delle imprese suddette ha un fatturato di oltre 100 milioni euro, e il 41% impiega oltre 500 persone (l’11% del campione ha più di 5000 addetti). Il 20% degli intervistati sono Ceo delle rispettive aziende, il16% Cfo, il 16% Responsabili di Business Unit. Solo il 57% del totale siede nel Consiglio di amministrazione.

Venendo al capitolo italiano della ricerca, relativa a 30 imprese (il 43% con un fatturato tra 20-50 milioni, il 30% del manifatturiero con un numero di dipendenti compreso tra 100 e 250), il 40% dichiara che la principale preoccupazione è di mantenere e far crescere profittabilità e quote di mercato per la propria impresa mentre il 30% punta a strategie aggressive per far crescere le proprie quote di mercato. Solo il 7% ammette di pensare a come gestire una probabile perdita di quote di mercato dovuta alla crescente competitività.

La ricetta per essere competitivi nei prossimi 5 anni, secondo i manager italiani interpellati, è il mix frutto della capacità di attrarre e mantenere i migliori talenti (97%), nella capacità di sviluppare sempre prodotti e servizi migliori e nell’adottare nuove soluzioni e applicazioni digitali (97%). Per il 93% la crescita per vie esterne, in primis M&A, presenta buone potenzialità di successo.

In un Paese, tradizionalmente noto per un’eccessiva burocrazia e una giungla normativa, il 40% degli interpellati non prevede ricadute sulla profittabilità della propria azienda per effetto di nuovi interventi normativi.

Passando alle minacce che potrebbero condizionare la crescita e lo sviluppo del proprio business, secondo gli imprenditori italiani interpellati il 47% teme gli effetti di politiche nazionalistiche all’interno dell’UE (in grado di bloccare l’adozione di provvedimento rilevanti), il 40% la concorrenza portata dai nuovi paesi e il 30% gli effetti della Brexit (il 53% delle imprese teme una contrazione degli scambi con Uk).

Infine, da qui a 5 anni, il 43% prevede una crescita negli organici della propria azienda, contro un 53% che non vede significative variazioni.

I dati della ricerca, e quelli italiani in particolare, confermano l’estrema capacità delle medie-piccole imprese italiane di sapersi adattare alle mutate condizioni dei mercati, senza tuttavia perdere di vista l’innovazione e la ricerca delle migliori competenzesottolinea Simone Del Bianco, Managing Partner di BDO in Italia.

I cambiamenti cui debbono far fronte le imprese oggi per restare competitive sono molteplici, incidendo sulle hard e soft skills. “È necessario uno sforzo progettuale e strategico, alla cui implementazione le imprese dovranno dedicare risorse adeguateconclude Del Bianco.

Proprio in occasione della diffusione dei dati dell’European Survey: Ensuring a leadership position in 2025, BDO Italia annuncia l’avvio della quarta edizione del Premio Mario Unnia Talento & Impresa, riconoscimento che si propone di valorizzare le aziende italiane portatrici di idee innovative, capaci di unire il talento e l’impresa in un connubio vincente. “Cerchiamo le aziende che sappiano coniugare quotidianamente capacità innovative e predittive, che valorizzano il proprio patrimonio di risorse alla ricerca di un successo duraturo e costante nel tempo facendo del "talento" la propria visione e creando valore per il territorio e per il Paese. Un mix che ritroviamo nei risultati dell’European Survey: Ensuring a leadership position in 2025conclude Del Bianco.

Istituito nel 2017, il Premio Mario Unnia – Talento & Impresa, dedicato al poliedrico studioso dell’impresa e di scenari socio economici, allievo di Norberto Bobbio e collaboratore di Adriano Olivetti, nasce dalla volontà di valorizzare quelle aziende capaci di visione e sviluppo del proprio talento, come tali capaci, pur in un contesto economico, finanziario e tecnologico in continua evoluzione, di perseguire modelli di crescita sostenibile, creando valore per il territorio e per il Paese, valorizzando i giovani talenti e le Risorse Umane. Il Premio è promosso da BDO Italia con il supporto del main partner BPER Banca e di Ersel e Quaeryon, e con la collaborazione di ELITE – Borsa Italiana